Nata il 28 – 09 – 1981 a Fidenza (Parma)
nazionalità: italiana
studi conseguiti: 1996 – 2001 Istituto d'arte P. Toschi, Parma;
2001 – 2006 Accademia di Belle Arti, Bologna.
www.elisacantarelli.com
Come nasce il mio lavoro...
Il mio lavoro nasce durante la frequentazione del 3°anno all'Accademia di Belle Arti di Bologna (2004..) da una ricerca grafica e pittorica scaturita da un percorso-studio-confronto assieme al prof. Rosi, docente della Cattedra di Decorazione.
Durante i primi anni mi divertivo ad interpretare il soggetto dei miei lavori, inizialmente solamente attraverso l'utilizzo del corpo e pian piano integrando oggetti che interagivano con esso.
Mi piaceva creare una scena, una storia, che dava la possibilità a me e, a chi per me scattava le foto, di costruire una serie legata appunto all'oggetto o alla storia legata all'oggetto. (Es: scarpette, fitball, palla da basket..)
Col passare del tempo la mia attenzione si è spostata alla scoperta, alla creazione dell'oggetto stesso col quale interagivo; l'idea portava alla ricerca di un oggetto da elaborare o l'oggetto stesso che faceva scattare in me l'idea.. (Es: telefono rosa, orologio, posacenere..)
L'oggetto man mano ha cominciato a prendere il sopravvento sul corpo ed ora assume la funzione di protagonista nella maggior parte dei miei nuovi progetti.
La ricerca dell'oggetto diviene ora la prima fase del mio lavoro e probabilmente anche quella più divertente: girare, cercare, scovare, comprare, fotografare, a volte restituire, altrimenti elaborare, imbrillantinare...
Oggetto pronto, scena e fotografare; non mi considero assolutamente una fotografa, infatti anche prima ho accennato al fatto che quando io sono (o ero) il soggetto dei miei lavori, spesso le foto venivano scattate da altri, sicuramente con molta più esperienza ed abilità di me in questo campo. Non che mi dispiaccia la fase fotografica, anzi...
Mi capita di perdermi tra i dettagli che desidero catturare e intanto il tempo scorre in fretta...
ma in questo modo sono completamente autonoma e il lavoro lo sento completamente mio.
Solitamente mi piace lavorare su una serie o storia dello stesso soggetto-oggetto; anche se mi è capitato di pensare a lavori finiti solamente con un unico scatto o al massimo un paio.
Avendo tante foto a disposizione da analizzare (benedetta macchina fotografica digitale..!) si passa alla fase in cui intervengo con l'utilizzo di Photoshop: selezione delle foto migliori, tagli, zona in b/n, zona a colori, luci, ombre, contrasti.. forse la fase che meno preferisco; ma vedere l'immagine definitiva pronta per la stampa mi elettrizza sempre.
Inviata l'immagine, viene stampata su carta fotografica e applicata su d-bond, arriva il momento di andarla a ritirare... pronta da “puntinare”.. inizia la fase più fisica, in cui veramente entro in contatto diretto con il lavoro.
Vi è una sensazione di appagamento che mi rende adrenalinica ogni qualvolta stringo in mano il lavoro uscendo dal laboratorio... e non mi abbandona, diventando quasi ossessione durante la fase del “puntinare”...
Appunto... “puntinare”: ogni singolo punto di colore (o altro) lasciato sgocciolare e crescere matericamente sulla superficie, nero su nero, bianco su bianco, tono su tono..e dov'è il colore: glitter o colore acrilico impastati con vernice trasparente.
Fino a ricoprire l'intera superficie della stampa...
Finito!