Carla Benvenuto nasce nel 1956.
Vive e lavora fra Genova e Fréjus ( Fr).
Il tema centrale di Carla Benvenuto è suddiviso fra corpo e volto umani, rigorosamente inventati. Le tele vengono continuamente capovolte dall'artista mentre vi lavora. L’artista cerca nel caos dei segni la forma che restituisca il giusto equilibrio; lo scopo è di progettare il caos per far nascere una forma, un'emozione.
Ogni opera necessita di un lungo lavoro.
Il corpo è modellato, mosso e insieme bloccato; colto in quell'attimo di equilibrio precario ( tipico della danza o di un'esternazione di gioia ) e, al tempo stesso, statico. Il caos che inventa la forma nasce da un elemento direttivo sempre presente in tutte le opere, come un nastro di carta dal quale partono le linee geometriche del progetto.
E dove il corpo prevale per forza e colore e i ventri femminili diventano punti gravitazionali, il volto , invece, quasi scompare sotto veli di pittura. Oppure , in modo volutamente impreciso, il volto viene coperto da banalissime maschere semi trasparenti, dove i tratti semplici del pennarello nero ricordano elementari disegni infantili.
Quando la Benvenuto progetta solo il volto, dipinto a olio o con acquarello o con matite (...) , allora il soggetto viene analizzato, ingrandito, e occupa tutto lo spazio del supporto, di formato sempre quadrato; sia tela, tavola o carta. Spesso il volto è ideato orizzontalmente, come se fosse poggiato sopra ad un tavolo da lavoro, dove un calcolo matematico o la soluzione di un rebus può fare la differenza. Può rovesciare l'anima sullo spettatore!
Naturalmente a sostegno di questo modo di operare c'è una ricerca che mira a dare un senso al fare artistico e all'esistenza stessa.